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Collezione Zoologica

Dipartimento di Zoologia e Antropologia Biologica
Via Muroni 25, 07100 Sassari
Telefono 079-228663  Fax 079-228665  gmdeli@uniss.it

Direttore Dipartimento: Prof. Marco Apollonio
Referente per la Collezione: Dott. Giuseppe Marco Delitala

Costituita dall'insieme dei materiali già appartenenti al Museo Zoologico della Regia Università di Sassari e dalla Collezione della Società Sarda di Scienze Naturali -per un totale di circa 1000 elementi- la Collezione Zoologica comprende alcune centinaia di esemplari della fauna sarda, in particolare mammiferi e uccelli, alcune decine di specie esotiche, preparati in formalina o alcool, la collezione osteologica, la collezione entomologica, piccole apparecchiature.

La maggior parte del materiale si inquadra cronologicamente nei primi anni del XX sec. La Collezione Zoologica, visitabile e in uso a scopo didattico, è esposta entro armadi a vetrina nell'atrio del Dipartimento.

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Aquila reale

Collezione: Zoologica
Sezione: Rapaci (Accipitridae)
Denominazione: Aquila chrisaëtos
Cronologia: 1906
Costruttore:
Materiale: biologico; teca: vetro
Stato di conservazione: buono

Descrizione

Aquila reale nell'atto di ghermire una lepre; la teca proviene dal Museo Zoologico della Regia Università.
La composizione riflette il gusto, tipico della tassidermia (tecnica di conservazione degli animali tramite imbalsamazione o impagliatura), di ricreare un contesto "naturale".
L'aquila reale è (eccettuato l'avvoltoio degli agnelli, ormai quasi estinto) il più grande rapace d'Italia. Gli esemplari femminili possono raggiungere un'apertura alare di circa 2,30 metri, mentre il maschio è di dimensioni inferiori. L'aggettivo reale è dovuto alle penne dorate presenti sulla nuca e sul capo.
La specie, oggi protetta, conta numerosi esemplari nelle regioni montane appenniniche ed una trentina di coppie in Sardegna.

Aquile del Bonelli

Collezione: Zoologica
Sezione: Rapaci falconiformi (Accipitridae)
Denominazione: Hieraëtus fasciatus
Cronologia: inizio XX sec.
Costruttore:
Materiale: biologico
Stato di conservazione: buono

Descrizione

L'aquila Hieraëtus fasciatus (dedicata al Bonelli, naturalista ottocentesco), è un rapace di grosse dimensioni, che raggiunge circa 180 cm di apertura alare nella femmina e poco meno nel maschio. Si nutre di piccoli mammiferi e soprattutto di uccelli.
E' caratteristico della specie il fatto che maschi e femmine cooperino a covare le uova, deposte tra febbraio e marzo, per circa 40-43 giorni.
L'aquila del Bonelli un tempo era ampiamente nidificante in Sardegna. Le segnalazionì più recenti ne indicano la presenza nella Valle del Lanaittu, presso Capo Caccia e Monte Arcuentu, ma la consistenza attuale si valuta in sole 3-4 coppie, e alcuni ritengono sia estinta già dagli anni '70.
La forte diminuzione, dovuta in prevalenza alla distruzione dell' habitat dell'aquila, ha portato alla rigida tutela della specie (Legge regionale n.32 del 1978).
Presso la collezione zoologica sono conservati tre esemplari: adulto, subadulto e giovane.

Falco grillaio

Collezione: zoologica
Sezione: Rapaci falconiformi(Falconidae)
Denominazione: Falco naumanni
Cronologia: 1883
Costruttore:
Materiale: biologico
Stato di conservazione: buono

Descrizione

Falco grillaio. Si tratta di un esemplare maschile imbalsamato nel 1883.

Astore

Collezione: zoologica
Sezione: Rapaci Accipitridi
Denominazione: Accipiter gentilis (Accipitridae)
Cronologia: 1900
Costruttore:
Materiale: biologico
Stato di conservazione: buono

Descrizione

Astore femmina catturata ad Osilo (SS). Questa specie veniva utilizzata, come il falco pellegrino, per la caccia.

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Capo di carabidae

Collezione: zoologica
Sezione: strumenti didattici
Denominazione: Capo di carabidae
Cronologia: primi decenni XX sec.
Costruttore:
Materiale: legno
Stato di conservazione: buono

Descrizione

Modellino didattico di capo di carabidae (coleottero) completamente smontabile. Funzione didattica.

Orecchione sardo

Collezione: zoologica
Sezione: Mammiferi
Denominazione: Plecotus sardus
Cronologia: 2004
Costruttore: scopritori: M. Mucedda, E. Pidinchedda
Materiale: biologico
Stato di conservazione: buono

Descrizione

L'esemplare in fotografia è un olotipo, cioè lo specifico soggetto le cui caratteristiche sono state prese come riferimento per la descrizione della specie.
Il Plecotus sardus è stato scoperto nel 2002 nella Sardegna centro-orientale dagli speleologi sassaresi Mauro Mucedda ed Ermanno Pidinchedda
La scoperta è di notevole importanza in quanto si tratta dell'unico mammifero endemico della Sardegna, nonché unico pipistrello endemico d'Italia.
Si può notare la curiosa caratteristica delle orecchie, di grandi dimensioni.

Gatto selvatico

Collezione: zoologica
Sezione: Felini
Denominazione: Felis silvestris lybica
Cronologia: primi decenni XX sec.
Costruttore:
Materiale: biologico
Stato di conservazione: pessimo

Descrizione

La sottospecie lybica del gatto selvatico (Felis silvestris) è diffusa nell'Africa Settentrionale, in Corsica ed in Sardegna.
Si tratta di un mammifero predatore di piccoli roditori, conigli, uccelli e rane che va a caccia prevalentemente di notte.
Il suo aspetto è molto simile a quello di un gatto domestico, con il quale talvolta può incrociarsi.
Avvistare il gatto selvatico è piuttosto difficile, e le segnalazioni sempre più rare, per le ibridazioni e il progressivo assottigliarsi dell'habitat della specie -la macchia mediterranea fitta- nonché per le sue abitudini notturne. Funzione didattica.

Foca monaca

Collezione: zoologica
Sezione: Pinnipedi
Denominazione: Monachus monachus
Cronologia: primi decenni XX sec.
Costruttore:
Materiale: biologico
Stato di conservazione: discreto

Descrizione

La Foca monaca è l'unico pinnipede presente nel Mediterraneo: un tempo molto diffuso, è ora presente in alcuni areali costieri dell'Egeo (Grecia e Turchia), in Tunisia e Marocco. La colonia più cospicua è localizzata nelle coste atlantiche tra il Marocco e la Mauritania. Il decremento della popolazione complessiva, valutata in poche centinaia di esemplari, porta a considerare questo mammifero a forte rischio di estinzione.
La colonia sarda, che fino a qualche decennio fa si riproduceva nel Golfo di Orosei (dando il nome alla Grotta del Bue Marino) è ormai scomparsa; a questo gruppo apparteneva il cucciolo conservato presso la Collezione zoologica.

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Gheppio

Collezione: zoologica
Sezione: Rapaci Falconiformi
Denominazione: Falco tinnunculus (Falconidae)
Cronologia: primi decenni XX sec.
Costruttore:
Materiale: biologico
Stato di conservazione: buono

Descrizione

Esemplare di Gheppio, rapace molto comune in Sardegna.

Ghiro sardo

Collezione: zoologica
Sezione: Piccoli mammiferi, roditori
Denominazione: Myoxus glis Melonii
Cronologia: primi decenni XX sec.
Costruttore:
Materiale: biologico
Stato di conservazione: discreto

Descrizione

Piccolo allestimento che vuole ricreare l'ambiente naturale del ghiro sardo, un piccolo mammifero arboricolo un tempo abbastanza diffuso nelle aree boschive a querceto.
Attualmente raro nell'Isola.
Funzione didattica.

Farfalle tropicali

Collezione: zoologica
Sezione: Insetti
Denominazione: Lepidotteri
Cronologia: di recente acquisizione
Costruttore: privato
Materiale: biologico
Stato di conservazione: buono

Descrizione

Lepidotteri di varie colorazioni, provenienti dall'Indonesia, dalla Colombia e dal Madagascar.

Specie endemiche della Sardegna

Collezione: Zoologica
Sezione: Insetti
Denominazione: Specie entomologiche endemiche della Sardegna
Cronologia: di recente acquisizione
Costruttore:
Materiale: biologico
Stato di conservazione: buono

Descrizione

Tra gli insetti endemici, cioè con areale di distribuzione limitato, spicca nella foto la rara farfalla Papilio hospiton Genè con livrea gialla a macchie nere e fascia postdiscale delle ali posteriori caratterizzata da macchie blu.
La specie è diffusa esclusivamente in Sardegna ed in Corsica.

Pesce Luna

Collezione: Zoologica
Sezione: Pesci (Molidae)
Denominazione: Mola mola
Cronologia:
Costruttore:
Materiale: biologico
Stato di conservazione: buono

Descrizione

La specie è conosciuta con la denominazione di Pesce Luna per la sua forma rotondeggiante ed è comunemente presente in Sardegna. Il suo ritrovamento nelle reti delle tonnare fa presagire tradizionalmente una buona pescata dato che questo pesce si trova lungo le stesse rotte migratorie dei tonni.
Può raggiungere dimensioni notevoli (3 m di lunghezza e di altezza, e 20 q di peso). Ha bocca molto piccola, provvista di piccoli denti saldati tra loro che formano un becco osseo tagliente. Si nutre di piccoli animali marini, meduse, larve di anguilla, crostacei e alghe.

Falco di Eleonora

Collezione: zoologica
Sezione: Rapaci Falconiformi
Denominazione: Falco eleonorae (Falconidae)
Cronologia:
Costruttore:
Materiale: biologico
Stato di conservazione: buono

Descrizione

Il Falco della Regina è una specie ormai rara che nidifica in colonie, alla fine dell'estate.
In Sardegna è presente con circa cento coppie nelle scogliere dell'isola di San Pietro; gli uccelli migrano all'inizio di novembre verso il Madagascar.
Questa specie venne segnalata all'inizio dell'800 dal La Marmora e successivamente descritta dal Gené (1800-1847) che volle dedicarla ad Eleonora d'Arborea.
La Giudicessa sarda, infatti, nel suo codice di leggi (Carta de Logu, XIV sec.), vietava la cattura di falchi e la predazione dei nidi: lo scopo era quello di proteggere la pratica aristocratica della falconeria, l'effetto indiretto quello di preservare i falconidi dall'estinzione.

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